Normative Commercio elettronico

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La legge Bersani

Prima di intraprendere un’attività di commercio elettronico, è opportuno avere presente anche il panorama legislativo che regola tale attività. Consapevolezza difficile da raggiungere dovendosi affidare ad un quadro normativo per nulla unitario e definito, in cui le iniziative di commercio elettronico non trovano una loro precisa collocazione.

La legislazione italiana, infatti, presa coscienza dell’importanza che l’e-commerce sta assumendo nel nostro paese, pur non decidendosi a creare norme specifiche ed appropriate, interviene con disposizioni che coprono di volta in volta le aree di maggior urgenza creando spesso non pochi problemi di interpretazione.

Questo articolo vuole essere una sintetica analisi di una di queste norme.

La "legge Bersani" ovvero il d.lgs. n. 114/98, cd.

Questo decreto contiene la riforma della disciplina dell’"esercizio dell’attività commerciale", in esso l’e-commerce non trova un suo spazio specifico e viene relegato semplicemente ad una tra le "forme speciali di vendita al dettaglio" (art.4, comma 1) e, più precisamente alla "vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione".

In questo decreto, l’articolo che si occupa di tali generi di vendita, è l’articolo 18 il quale ha creato numerosi problemi di interpretazione per chi svolge attività di commercio elettronico, tanto che è stato necessario un chiarimento da parte del legislatore concretizzatosi poi nella Circolare n. 3487/C del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

È in quest’ultimo documento che viene definitivamente fugato il dubbio maggiore: l’articolo 18 è davvero normativo anche per il commercio elettronico?

Sì lo è, ma solo in parte. Due i luoghi che più hanno fatto discutere:

* Il primo comma (d. n. 114, art. 18) in cui si indica l’obbligo, da parte di chi vuole intraprendere "un’attività commerciale", di inviarne comunicazione almeno trenta giorni prima del suo inizio al comune di residenza dell’esercente. Le sanzioni per mancata comunicazione sno amministrative: si può incorre in una multa, che varia dai 5 ai 30 milioni di lire, oppure in casi particolarmente gravi, si rischia di vedersi sospesa l’attività anche se per un massimo di 20 giorni.

* Il terzo comma (d. n. 114, art. 18) in cui si precisa che "nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività prescritti dall'art. 5, nonché il settore merceologico di attività" (d. lgs. n. 114, art.18)

In Rete, quindi, chi dovrà adempiere a tali obblighi di legge?

Non tutti, occorre fare delle distinzioni: ad esempio se l’attività svolta è B2B, corrispondente nella legge Bersani alla vendita all’ingrosso, o, al contrario, diretta all'utente finale, B2C; occorre anche precisare se si tratti di vendita di beni o di prestazione di servizi.

Visto che per "attività commerciale" si intende solo "l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione direttamente al consumatore finale" (art.1), risulta chiaro che non vengono contemplate le prestazioni di servizi in quanto "non merci" ; non possono quindi essere disciplinate dal decreto.

Inoltre si parla chiaramente di consumatore finale e questo esclude anche tutte le vendite online business-to-business che non rientrano in nessun modo nella "vendita al dettaglio" ( art. 4).

Stando quindi a tale interpretazione, si verrebbe a creare una disparità di trattamento abbastanza forte, e non giustificata, tra chi vende beni, soggetto quindi all’obbligo di comunicazione secondo l’art. 18, e chi presta servizi la cui attività non verrebbe sottoposta a tali condizioni.

Cosa accade allora nel caso della vendita di un brano musicale via Internet tramite "download" da parte del consumatore, si tratta di un bene o di un servizio?

Anche in questo caso, purtroppo, bisogna constatare quanto ancora una volta la normativa non riesca a tenere in debita considerazione le peculiarità del commercio via Internet, compresa la sua "incorporeità", lasciando ancora spazio a dubbi e carenze.

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